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Abstract: . . . della componente neuropatica e posturologica, ora di quella infet- tivologica, ora di quella vascolare diversificandone laspetto terapeutico sia da paziente a paziente sia nello stesso paziente nelle osservazioni successive... Fig.6: Estesa sofferenza ischemica del piede con gangrena umida del 4° dito e flittene sul dorso. (b) Controllo a distanza di 6 anni dallintervento di by-pass popliteo-distale in vena safena interna autologa In copertina da Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et . . . . . . condizione responsabile del piede insensibile e di una serie di condi- zioni predisponenti lulcerazione, nellinfezione e nellarteriopatia gli aspetti patogenetici principali dellevoluzione ed aggravamento del piede diabetico . Queste tre componenti coesistono, spesso, nel paziente diabetico in maniera non prevedibile o codificabile e caratterizzano levoluzione dellulcera con il prevalere ora della componente neuropatica e posturologica, ora di quella infet- tivologica, ora di quella vascolare diversificandone laspetto terapeutico sia da paziente a paziente . . . . . . scientifica indi- cazioni chiare ed univoche sulle complicanze del piede diabetico e sullesigenza dellinter- vento del chirurgo. Senza successo, purtroppo. Ora si può tranquillamente affermare che la lacuna è stata colmata. Il piede diabetico visto dal chirurgo, oltre tutto, non è visto da un chirurgo, ma da Marco Cavallini, che si è dedicato al tema con rara professionalità, ma anche con lapproccio del ricercatore che vuole apprendere sempre di più e trasferire agli altri il patrimonio prezioso di conoscenze di cui è in possesso. Infatti, fin dallistituzione . . . . . . diversificandone laspetto terapeutico sia da paziente a paziente sia nello stesso paziente nelle osservazioni successive... Fig.6: Estesa sofferenza ischemica del piede con gangrena umida del 4° dito e flittene sul dorso. (b) Controllo a distanza di 6 anni dallintervento di by-pass popliteo-distale in vena safena interna autologa In copertina da Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers Diderot e DAlem- bert, Parigi 1751 Page 9 Omaggio . . . . . . gestione di questi pazienti con unattività che, avendo la finalità di evitare il ricorso allamputazione maggiore, chiameremo di prevenzione secon- daria . Di fatto, come spesso avviene nella pratica clinica, quando manca un chiaro e ben identificato specialista di riferimento il chirurgo generale viene chiamato ad assolvere questo compito
. Prof. Marco Cavallini Professore Associato di Chirurgia Dipartimento di Chirurgia Pietro Valdoni 2 a Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma La Sapienza . . . --3000,5,300,3383,21229
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